By / 18th marzo, 2017 / Cosa Visitare / No Comments

De Nittis autoritrattoGiuseppe De Nittis nacque a Barletta il 25 febbraio 1846. Rimasto orfano a due anni, di entrambi i genitori, il nonno paterno, architetto, prese a cuore l’educazione del nipotino. L’architetto dirigeva la costruzione di  case e uffici alle Saline di Barletta, oggi città di Margherita di Savoia e permetteva che il piccolo Peppino lo accompagnasse. Talvolta, il ragazzo, irrequieto, se ne tornava a piedi senza aspettare la diligenza che faceva servizio tra le Saline e Barletta.

Un giorno, Peppino ebbe un’ispirazione, e dipinse sulla tela quella diligenza nel quadro famoso “Strada da Barletta a Brindisi”, che esposto al Salon di Parigi nel 1872, gli dette la celebrità.

Il nonno, avendo notato nel nipote una spiccata tendenza al disegno, l’affidò ad un giovane professore barlettano, Giovanni Battista Calò, il quale, dopo alcuni anni, consigliò di mandarlo a Napoli all’Istituto di Belle Arti. Dopo due anni d’Istituto, De Nittis, ne uscì espulso per indisciplina. La reazione della sua famiglia fu incredibile, ma la passione per l’arte, per le bellezza della natura, lo sorressero in questa sua grande passione.

L'amaca

Percorse la campagna e la marina di Napoli, fissando su minuscole tavolette, lembi di cielo e di mare, il Vesuvio, Capri, barche, fanciulli sdraiati sulla sabbia, marinai a rattoppare vele e reti, vie di campagna polverose, contadini curvi sotto il peso degli arnesi rurali, tutte scene rappresentate su tavolette luminose.

All’età di diciotto anni, espose a Napoli e nel 1866 e 1867 espose due suoi quadri che furono acquistati da Casa Reale e che attualmente, sono nella galleria di Capodimonte. Espose anche a Firenze, dove i suoi paesaggi suscitarono un grandissimo fanatismo e interesse per i fiorentini. Nello stesso anno, va a Parigi dove i due artisti più in voga, vedendo le sue tavolette, rimasero abbagliati.

Nell’aprile del 1869 sposò Lucile Léontine Gruvelle, donna che è stata per De Nittis, la sua confidente, la sua compagna, la sua modella, la sua donna felice, di aver preso quel posto nella sua vita.

All’esposizione Universale di Parigi nel 1878, De Nittis, riportò un successo trionfale, infatti gli fu concesso il Grand Prix e la Croce di Cavaliere della Legione d’onore che riempì d’orgoglio la città di Barletta.

Tornato a Barletta il 20 Dicembre 1878, il Consiglio Comunale, deliberò di offrirgli una medaglia d’oro ringraziandolo del fatto che Barletta non sarebbe stata più conosciuta solo per un glorioso fatto storico (La Disfida di Barletta), ma anche grazie al nome di un artista (Giuseppe De Nittis).

I concittadini ne furono felici e nel Teatro, Comunale, ebbe luogo una bellissima dimostrazione indimenticabile.

Dopo la guerra del ’70, gli artisti rientrarono a Parigi e si immersero con grande foga al lavoro dando origine così all’impressionismo.Una strada da Brindisi a Barletta

A Parigi nel 1874 ebbe luogo la prima esposizione impressionista dove De Nittis, fu il solo ad ottenere il favore del pubblico e nominato capolista. Nello stesso anno accettando l’invito di un ricco inglese entusiasta delle sue opere, si reca a Londra, dove compone una serie quadri mai visti fino ad allora a Londra. Si fermava ovunque, riproducendo vie, piazze, ponti, piantava il suo cavalletto ovunque anche davanti ad edifici insignificanti in omaggio alla sua pittura. Affermava: “Tutto in natura è bello, se visto con gli occhi d’un poeta”. E De Nittis fu poeta, poeta del pennello, dove nelle sue minuscole tavolette, racchiudeva il respiro poetico.

Nel 1883 si manifestarono sintomi allarmanti per la sua salute infatti la sua vista cominciava a creare problemi in quanto vedeva con tanti punti neri che non gli permettevano di leggere neanche il giornale. Si curò e credendo di essere guarito, ritornò al lavoro elemento essenziale di vita per lui. L’anno dopo realizzò l’opera “Foglie d’autunno” e “Colazione in giardino”.

“L’amaca” fu l’ultima sua opera e l’ultima parola sussurrata alla moglie e al figlio. Questo quadro rappresenta la moglie Léontine adagiata in un’amaca tra gli alberi, dove, attraverso il fogliame, la luce tenue, morbida, vellutata, sarebbe scesa come una carezza sul corpo di sua moglie con accanto il figlio. Ciò per rappresentare le sue gioie più care e ambite.

Il 21 Agosto 1884 a soli 38 anni, morì per una ictus cerebrale.

La notizia diffusasi rapidamente, suscitò compianto in Francia e in tutti gli Stati d’Europa, come prova del notevole fascino che la sua arte esercitò in tutto il mondo.

La stampa italiana, quasi non si accorse della scomparsa di questo genio, nonostante egli abbia sempre amato il suo paese infatti De Nittis, rifiutò sempre con fermezza di farsi naturalizzare francese.

La Signora Léontine, rimasta vedova e avendo perso anche il suo figliuolo, trovò conforto solo nella superba raccolta di opere lasciate dal marito, dalle quali non volle assolutamente separarsene, nonostante la sua ristrettezza economica.

Alla sua morte, Léontine, per testamento olografo, fece dono alla città di Barletta, di tutte le opere, di lettere inedite, di centocinquanta volumi offerti in omaggio, con lusinghiere dediche autobiografiche dei più eminenti scrittori francesi della metà dell’ottocento.

Dopo 30 anni dalla morte di De Nittis, all’11° Esposizione Internazionale di Venezia, le sue opere suscitarono ammirazione e notevole interesse nel nostro paese. Fu così che finalmente il pittore di Barletta, poté occupare un posto d’eccellenza nella storia dell’Arte.

Il 31 Marzo 2007, il Palazzo della Marra a Barletta, è stato inaugurato come nuova sede della Pinacoteca Comunale “Giuseppe De Nittis”.

Soggiornare presso gli originali b&b Barletta, vi permetterà di scoprire la splendida città ricca di tradizione, storia ed ottima gastronomia.

GIUSEPPE DE NITTIS ultima modifica: 2017-03-18T19:29:08+00:00 da Francesco Damico

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